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Consulenza Patologia Palme
Mercoledì
8 Settembre 2010

RHYNCHOPHORUS FERRUGINEUS:

“Croce e delizia” dei tecnici del verde e di entomologi italiani

Tecnico responsabile del verde di Giardini e Giardini s.r.l. Sante Zaccaria (cell. 3334496102)

IL PROF. EUSTACHIO TARASCO DEL DBCA UNIVERSITA’ DI BARI HA VISIONATO E VERIFICATO L’OPERATO DELLA NOSTRA SOCIETA’

L’articolo che vi accingete a leggere è un grido di protesta e di denuncia.

Dalla notte dei tempi il potere economico e politico ha fatto sempre da padrone.

La dimostrazione riguarda un argomento di spiccata attualità: “La moria delle palme”.

“Oggi 4 maggio 2008 ciritroviamo a leggere un articolo di un giornale d’importanza nazionale “Il Messaggero” nel quale si sostiene che a Roma e nei giardini vaticani un’equipe di tecnici usando un metodogià sperimentato da altri, sta vincendo la battaglia contro il punteruolo rosso”.

Questa sarebbe la notizia?Ad onor del vero la nostra società Giardini & Giardini s.r.l. già da dicembre 2007 aveva la soluzione per la profilassi e la cura delle palme del nostro paese (l’Italia) dopo studi e sperimentazioni di mesi (vedi sito internet www.giardiniegiardini.it).

A febbraio infatti potevamo finalmente essere certi di aver fatto un gran bel lavoro e risultati alla mano come si suol dire abbiamo contattato il dr. Favale, giornalista del TG3 e Alleluia!! Abbiamo organizzato un servizio che in data 3 aprile 2008 è andato in onda dimostrando che non solo la prevenzione da noi adottata era il massimo visto che tutte le nostre 78 palme rimanevano in buona salute, ma anche quelle definite “morte”, di numero 8, sono state da noi “rianimate” con un risultato di rivegetazione notevole.

Rinvigoriti da eccellenti risultati, supportati fra l’altro da un’ottima documentazione fotografica, dopo il servizio del TG3, abbiamo atteso invano che Enti e privati ci chiamassero dimostrando il loro interesse nei confronti di un patrimonio arboreo di notevole impatto ambientale ed economico.

Gli organi preposti sono rimasti in silenzio.

Noi siamo rassegnati a continuare il nostro lavoro con passione e professionalità sapendo di possedere un bagaglio di informazioni e di risultati ricco e ben diverso da quello dei tecnici capitolini.

Premesso che è da apprezzare comunque il tentativo di ottenere dei buoni risultati:

- Le palme appena inclinate o con la parte cimale caduta da qualche mese, per non parlare di quelle che evidenziano i segni inequivocabili di attacchi, non sarebbero considerate destinate a morire con il nostro metodo, in 7 mesi hanno rivegetato.

- La sostituzione con palme “nuove”? Chi certifica che sono perfettamente sane? Abbiamo prove di reimpianti di diversa pezzatura di palme già seriamente attaccate dal punteruolo rosso (Rhynchophorus Ferrugineus nome scientifico).

- A proposito dell’iter per uso di prodotti fitosanitari con procedura d’urgenza da parte del ministero della salute, che il comune di Sabaudia ha dovuto chiedere. Vi informiamo che i nostri risultati li abbiamo ottenuti con prodotti non tossici di libera vendita. Garanzia sui risultati? Certo, ai nostri clienti che ci hanno pregato e stimolati ad accettare la sfida nella battaglia contro il punteruolo rosso l’abbiamo data: soddisfatti o rimborsati per quanto riguarda il risultato del nostro lavoro.

Parliamo di palme che erano già cadute e tecnicamente ritenute morte da altri.

Il nostro scopo? Pur di raggiungere un punto fermo e chiaro in tutta la vicenda, i nostri clienti lo confermerebbero in qualsiasi momento.

-Sempre sul Messaggero c’è una domanda e una risposta “simpatica”: come si riconosce una pianta malata? Risposta: si riconoscerebbe dalla caduta della parte cimale per primo.

Questo aspetto lo riconoscerebbe ancheun ragazzo in tenera età che la pianta non gode di ottima salute. Ironia a parte, ci sono tanti segni tangibili che evidenziano una palma attaccata dal punteruolo: per esempio la crescita stentata, regredita, infossata della parte cimale già da qualche anno…sì, è proprio così, qualche anno. Infatti per noi è una dignosi certa dimostrabile su qualsiasi pianta e dal momento che tutte la palme presenti sul territorio nazionale, meno nei primi anni il resto dopo, sono state attaccate da minimo 7/9 anni, questo è il tempo che abbiamo perso.

- Condividiamo l’uso delle trappole con feromoni e cherormoni, è un ottimo rimedio totalmente ecologico ed economico. Purtroppo questo è il futuro, oggi invece “visto che la frittata è fatta, ci tocca mangiarla”, perché le larve di qualsiasi dimensione che sono già all’interno dei tronchi delle palme hanno una missione precisa: divorare la palma. In altre parole le palme sono un problema sia lasciarle morire che curarle. Conclusione: le palme già cadute sul territorio nazionale, sono le più alte e di sesso maschile (c’è un motivo…); adesso stanno cadendo sempre le più alte, la rimanenza delle palme maschio e femmina, fra qualche anno incominceranno i tempi duri anche per il punteruolo rosso che dovrà stringere la cinghia pure lui e dovrà accontentarsi di quello che passa il convento, cioè palme medie piccole piantate negli ultimi anni. Per smaltire la palme morte servono più o meno gli stessi soldi che per salvarle: che tristezza!

-Altra informazione importante per noi di Giardini & Giardini srl è che però nell’articolo del Messaggero non vi è traccia né alcun cenno del problema più grave a nostro avviso, nonostante la lunghezza dell’articolo: quasi tutte le palmacee esistenti sul territorio nazionale sono attaccate già seriamente da qualche anno (minimo 2). In Puglia abbiamogià avuto moria di washingtonia robusta di altezza 8-9 metri, chamaerops humilis in portamento fuff. Esemplari. Chiariamo: il responsabile non è il punteruolo rosso delle palme. Abbiamo accertato che oltre a danni seri del lepidottero paesanoisia arc c’è la complicità di un coleottero di piccole dimensioni che crea dei danni simili a quelli del punteruolo rosso. Non ci spingiamo in spiegazioni approfondite perché ci stiamo lavorando.

Purtroppo questo è il prezzo da pagare, cioè stare sempre in allerta perché negli ultimi anni sono aumentati sempre di più gli scambi commerciali di materiale vegetale con altre nazioni, portandoci in casa nostra insetti di cui si sa poco o niente e loro fanno il bello e cattivo tempo.

Questa è la nostra nuova sfida

Siamo a disposizione di chi lo vorrà sul nostro sito: www.giardiniegiardini.it

Email: info@giardiniegiardini.it



 
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